- lunedì, 11 maggio 2009
Oh, isashiburi~
Il mio blog/diario di un "ragazzo" (se così lo si può definire NdA) è finito
nella buia e polverosa mansarda di una casetta su internet...
... in realtà, più volte, soprattutto in questi ultimi mesi, ho ripensato al mio
blog. Gli ho anche dato un'occhiata, qualche volta... ma non sono mai riuscito a
trovare una motivazione per scriverci su nuovamente.
In realtà, mi sono, quasi sempre, fermato ad ascoltare la musica di sottofondo.
Sapete... mi trascina tremendamente. E' come se fosse un incantesimo magico che
mi trascina in un vortice oscuro, di assoluto silenzio, calma, e depressione.
Tanto che, se non la fermo in tempo, non riesco più a fermarla, e così l'ascolto
per ore...
Fortunatamente, questa volta, non è andata così.
Cosa sto facendo, allora?
La risposta è, "voglio scrivere perché ho buttato il diario in un cassetto, e
chiuso a chiave, per non aprirlo per 1 anno".
Pensavo di aver trovato la felicità eterna...
Pensavo di aver trovato il percorso da intraprendere per il mio futuro...
Pensavo di potercela fare...
... non è così.
Pensavo fosse stata una grande fortuna, come sono riuscito a cavarmela all'esame
orale: non potevo MAI immaginare qualcosa del genere...
... dovrei dire che quella è stata la fortuna non avuta in quei 5 anni? Non è
così.
"Zenbu inbou da!" ("E' tutta una cospirazione!" cit. Satou Tatsuhiro)
La verità è che passai, dopo l'ultimo post, delle settimane stressanti, talmente
stressanti che decisi di non fare nulla. Non studiai. Mi misi a giocare ad
Assassin's Creed, per 4 giorni interi (lo finii).
I motivi di ciò furono 2. Il primo motivo fu il fatto che non avevo abbastanza
silenzio. Per aver silenzio, in realtà, era necessario che nessuno fosse in
casa. Perché? Purtroppo non riesco mai a ripetere ad alta voce quando qualcuno è
in casa. E' un blocco...
Il secondo motivo fu il fatto che ho sempre avuto problemi nelle interrogazioni
orali... come avrei potuto fare davanti ad un'intera commissione per tutte le
materie? Già non riuscivo con una...
... ma scoprii un lato di me che ancora non conoscevo.
L'esame era mercoledì. Arrivò la domenica prima dell'esame, e io non avevo fatto
né mappa concettuale, né avevo studiato qualcosa. Non avevo neanche un programma
preciso...
... non so che mi prese quel giorno, ma realizzai che l'esame si stava
avvicinando, così entrai in panico.
Il lunedì, mi misi al lavoro seriamente. Feci il percorso, studiai gli
argomenti. Feci tutto in due giorni.
Il giorno dell'esame, ero decisamente nervoso... e pensavo di non farcela perché
per uno che ha studiato soltanto 2 giorni non poteva mai andar bene all'esame...
... quando arrivò il mio momento, mi feci prendere, all'inizio, un po' dal
panico. Ero visibilmente nervoso, tanto che la prof.ssa di economia aziendale mi
disse di calmarmi, e mi diede pure un bicchiere d'acqua. La prof.ssa d'inglese
cominciò dicendo che studiavo da 3 anni il giapponese. Mi fecero pure dire
qualcosa.
"Shiken wo, onegaishimasu", dissi, chinando il capo.
Fui l'unico della scuola ad iniziare con la lingua inglese. Effettivamente, il
mio concetto di esame orale, fu decisamente fuori dagli standard.
Creai un sito internet, per introdurmi includendo due materie: inglese ed
informatica. Così cominciai chiedendo se potevamo utilizzare la postazione pc
per il mio esame. Da quel momento, cominciai a parlare in inglese, spiegando la
composizione di quella pagina web in modo chiaro, esaustiva e senza
interruzioni, così da non dare la possibilità alla professoressa di fare molte
domande. 10 minuti erano andati già via. Finito di spiegare, chiesi pure se
volesse fare altre domande! Il professore d'informatica volle, a quel punto,
fare una domanda in lingua inglese.
Ci rimasi di ghiaccio.
"Eh?!" pensai. Una frase senza senso, sgrammaticata, che anche la prof di
inglese ci rimase un po' allarmata.
Fortunatamente il professore si corresse, e ha ripetuto la domanda in italiano.
Una domanda fuori programma, sui domini a livello. Mi chiese sul cctdl...
l'organizzazione che gestisce i nomi a dominio a livello mondiale.
Fortuna che seppi rispondere correttamente.
A quel punto, non mi potevo mai immaginare una cosa del genere. Mi fece alzare
dal pc, e mi rimise davanti alla commissione.
"Questo è il programma d'informatica svolto: dimenticatelo." fece, buttandolo
via. Mi intimorì un pochetto.
Prese un foglietto, e cominciò a scrivere delle parole, una sotto l'altra.
Leggendo, ad un certo punto mi uscì un sogghigno.
"Conversiamo un po' su tali argomenti, ad uno ad uno, e magari introduciamo agli
altri insegnanti qualche aneddoto su di essi".
(*si accorge che sta scrivendo troppo dettagliatamente, quindi ci da un taglio,
altrimenti non finirà più*)
Gli argomenti furono abbastanza complessi e di livello superiore a quello
scolastico. Penso, in certi campi, superiori al livello universitario.
Effettivamente, il professore, capì a che livello d'informatica sono io...
ovvero, quello tecnico.
Parlai di tutti gli argomenti in modo esauriente. Crittografia dati (utilizzo
del programma TrueCrypt), tecnologia di memorizzazione su supporti ottici a
strati (DVD, BD)...
Mi sentii così a mio agio a parlare di quelle cose...
... ma la commissione ci evitò di proseguire oltre, perché mi sa che avremmo
parlato quasi all'infinito. Infatti, erano passati già 50 minuti, in totale.
Quanto dura mediamente un'esame? 45 minuti. Io avevo fatto due materie soltanto
in 50 minuti.
Le altre materie andai bene, tranne in economia aziendale: "L'economia aziendale
non è stato mai il tuo forte..." disse la prof.ssa di economia aziendale.
Purtroppo, non so perché, ha ragione. Il problema fu che mi chiese una cosa
elementare. Peccato che non la studiai! Mi chiese semplicemente le scritture in
partita doppia del pagamento, a fine esercizio, delle imposte di esercizio. Le
seppi dire i conti, ma sbagliai il "dare/avere".
Quasi tutte le materie le feci studiando su internet. Solo economia aziendale
studiai dal libro...
In qualsiasi caso, in totale il mio esame durò 1 ora e mezzo.
I miei compagni rimasero abbastanza sconcertati dal mio esame. Non realizzai che
il mio esame fosse andato alla grande. Oddio, avevo capito di avercela fatta...
Quando uscirono i risultati, non ricordo perché non andai a vederli. Sentirmi
dire, "Antonino, mi hanno detto che hai fatto il miglior esame orale. Ti han
dato il massimo" è stato abbastanza shockante. Così, riuscii ad uscire dalla
scuola superiore con un buon voto, 83. La commissione mi chiese che avevo
intenzione di fare. Ho sempre detto che non volevo frequentare l'università, ma
quell'esame mi fece vacillare. In realtà, la pressione fatta da mio padre fece
di più. Risposi che pensavo di frequentare la facoltà di ingegneria informatica,
ma che non mi sarebbe dispiaciuto studiare lingue orientali, ed integrare questi
due campi tra di loro.
Proprio per come ho già introdotto, mio padre ha sempre esercitato una forte
pressione su di me per gli studi. Ci si mise anche mia madre: "tuo padre ci
tiene che tu vada all'università".
Così mi convinsi. Fecì varie ricerche... ma in realtà, in quel momento, volevo
soltanto tentare di trovare una nuova strada, diversa dal rimanere in
quell'ambiente, in quel posto, per diversi motivi che non è il momento di
spiegare.
Rimanere in Sicilia, per me, non sarebbe stato altro che distruttivo.
Andare in ingegneria informatica, significava frequentare l'università a
Palermo. Non potevo permetterlo.
"Visto che vuoi che vada all'università, vorrei decidere da solo la facoltà da
frequentare."
"Vado nella facoltà di Studi Orientali, a Roma."
Mia madre non era d'accordo. Mio padre non tanto, ma poi si convinse.
Il 5 settembre, partii per Roma. I miei zii ed i miei cugini vivono lì, quindi
mi ospitarono. In realtà, i miei, non volevano che io rimanessi a lungo dai miei
zii per non causare problemi. Effettivamente, pensandoci, avevano ragione.
Causai un sacco di problemi. Mio cugino fu costretto a dormire sul divano... per
non parlare dei danni che causai.
L'11 settembre stavo cercavo sul forum della facoltà per un alloggio. Tutti
cercavano ragazze. In un topic, quel giorno, trovai un ragazzo che rispose "ma
solo ragazze?! :(". Io risposi che, se voleva, potevamo cercare casa insieme.
Purtroppo, su quel forum, era vietato rispondere agli annunci perché bisognava
parlarne tramite messaggi privati. Così, i nostri messaggi, furono cancellati.
Quando mi accorsi di ciò, mi fiondai a richiedere a quel ragazzo tramite
messaggio privato.
La risposta la ricevetti il 12 settembre, con il suo indirizzo msn. Lo
contattai, anche lui siciliano! Dopo un'ora dal primo messaggio su msn ci
incontrammo. Presi per la prima volta la metropolitana, mi accompagnò mio
cugino. Quando lo vidi per la prima volta, avvertii una strana sensazione...
(*l'autore ci ripensa sullo scrivere troppo, e cancella un po'*)
Quindi, l'alloggio in cui stavo era improponibile!
Che poi, ho fatto tutto il contrario di ciò che dovevo fare per la mia salute.
Vivere con dei fumatori è la cosa più terribile che potessi fare a me stesso...
o forse no? La cosa più terribile fu mettere la mia dignità sotto i tacchi. Ma
per amore, ho fatto questo ed altro.
Sapevo, comunque, che sarei potuto finire in questo modo.
Così, trasferitomi in un nuovo appartamento, lontano dal mio amore, sapevo che
sarebbe andata in questo modo: forse, solo per me la lontananza non contava. Che
poi, tale lontananza, era solo relativa: entrambi avevamo gli abbonamenti ai
mezzi, quindi potevamo vederci quando volevamo.
Ma, l'essere stato abbandonato durante la mia dura sistemazione nel "nuovo"
appartamento disastrato, mi aveva già fatto comprendere che le mie sofferenze
non erano finite. Il suo disperato bisogno di tornare a casa, dal "carnevale"...
"Torna presto", dissi, prima di dare il mio ultimo bacio, prima della sua
partenza.
Ma non fu così...
(*cancella anche qui*)
Quindi, in realtà, non è cambiato poi molto: il mio status è sempre quello, con
in più queste altre negatività sopra le mie spalle.
In qualsiasi caso, l'aver perso il proprio amore, sapendo che non tornerà mai
più, che non esiste più, è la cosa più dolorosa che mi porterò sulle spalle.
Inutile quanto faccia sembrare che ciò non è così... ma è così.
Oltretutto, non esiste nessuno che mi conosca più di me. So di essere quel tipo
di persona... per questo spesso penso di andare a lavorare: la maggior parte di
essi vivono perché hanno qualcuno che li mantiene.
E a proposito di mantenere, ho fatto un rapido calcolo di quanto ha speso mio
padre da settembre ad ora: 3000 euro.
Subito mi è suscitata una domanda: ne è valsa la pena?
Dipende dai punti di vista. Ma credo che ormai sia inutile piangere sul latte
versato e che continuare in questo modo non vada bene.
Si, probabilmente avrò sbagliato a scegliere questa facoltà. Probabilmente se
non avessi avuto la fortuna di fare un buon esame non sarei andato in quella
facoltà. Probabilmente se non avessi avuto la passione per la lingua giapponese
non sarei mai andato in quella facoltà. Probabilmente, se non avessi cercato un
alloggio, se fossi rimasto in casa dei miei zii, avrei evitato il male più
grande che mi potessi procurare.
Innamorarmi.
- Scritto da BeyBladerKei alle ore 11/05/2009 06:29 circa | commenti (1)